Le aziende possono attraversare momenti di difficoltà finanziaria per molte ragioni: calo delle vendite, aumento dei costi, crisi di settore o problemi di liquidità. In queste situazioni, la rinegoziazione del debito con le banche può rappresentare una soluzione efficace per evitare il fallimento e ripristinare la stabilità finanziaria.
Ma quando conviene davvero rinegoziare i debiti? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa operazione? E quali strategie possono aiutare un’azienda a migliorare la propria posizione finanziaria senza dover chiudere?
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA RINEGOZIAZIONE DEL DEBITO
La rinegoziazione del debito aziendale consiste nel modificare le condizioni di rimborso con la banca, attraverso un allungamento dei tempi, una riduzione dei tassi di interesse o una ristrutturazione delle rate.
Vediamo tutti i vantaggi!
Riduzione dell’esposizione finanziaria
Rinegoziando il debito, si può ottenere una rata mensile più sostenibile, liberando risorse per la gestione ordinaria dell’attività.
Evita azioni legali o fallimenti
Un piano di rinegoziazione può prevenire decreti ingiuntivi, pignoramenti o segnalazioni negative presso la Centrale Rischi.
Mantenimento dei rapporti con le banche
Una rinegoziazione ben gestita rafforza la relazione con gli istituti di credito, mostrando un impegno concreto nel ripagare i debiti.
Miglior gestione del cash flow
Allungando la durata del finanziamento o rinegoziando il tasso, si può ridurre la pressione sulla liquidità aziendale.
E gli svantaggi?
Costi aggiuntivi
Alcune banche potrebbero applicare penali per estinzione anticipata o richiedere garanzie aggiuntive per concedere nuove condizioni.
Segnalazione in Centrale Rischi
Se l’azienda è già classificata come soggetto a rischio, ottenere condizioni favorevoli può risultare più difficile.
Possibile incremento del debito complessivo
Allungare i tempi di rimborso riduce l’impegno mensile, ma può aumentare il costo totale del finanziamento a causa degli interessi aggiuntivi.
Rischio di nuove difficoltà
Se l’azienda non riesce a risolvere i problemi strutturali che hanno causato la crisi, la rinegoziazione potrebbe solo rimandare il problema.
QUALI BANCHE OFFRONO PIANI DI RIENTRO PIÙ FLESSIBILI?
Le banche, consapevoli delle difficoltà economiche che molte aziende stanno affrontando, hanno introdotto piani di rinegoziazione più flessibili. Alcuni istituti, in particolare, si distinguono per politiche più vantaggiose. Ecco le banche con maggiore flessibilità:
Intesa Sanpaolo
Offre soluzioni di allungamento dei piani di rimborso e consolidamento del debito per imprese in difficoltà.
Unicredit
Propone piani di rientro con tassi agevolati e strumenti di garanzia per facilitare l’accesso al credito.
Banca Sella
Prevede strumenti specifici per la rinegoziazione di prestiti aziendali con rate sostenibili.
BNL Gruppo BNP Paribas
Aa attivato programmi di supporto per imprese che necessitano di una ristrutturazione del debito.
Credito Cooperativo e Confidi locali
Spesso offrono soluzioni personalizzate per piccole e medie imprese, con condizioni flessibili e supporto consulenziale.
STRUMENTI DI SUPPORTO PUBBLICI
Oltre agli istituti bancari tradizionali, anche lo Stato offre strumenti di sostegno per la rinegoziazione dei debiti aziendali. Tra questi, troviamo:
• Fondo di Garanzia per le PMI, che facilita l’accesso al credito per aziende in difficoltà;
• accordi con ABI (Associazione Bancaria Italiana) per la sospensione o rinegoziazione dei mutui aziendali;
• soluzioni previste dal Codice della Crisi d’Impresa, come il Concordato Minore per ridurre l’impatto del debito.
STRATEGIE PER MIGLIORARE LA POSIZIONE FINANZIARIA SENZA CHIUDERE
La rinegoziazione del debito è solo una delle possibili soluzioni per gestire una crisi aziendale. Affiancarla a una strategia di rilancio può garantire una ripresa sostenibile nel lungo periodo.
Analisi della situazione finanziaria
Prima di chiedere una rinegoziazione, è fondamentale valutare in modo realistico la situazione economica dell’azienda. Un bilancio dettagliato e un piano finanziario chiaro aumentano le possibilità di ottenere condizioni migliori dalle banche.
Diversificazione delle entrate Se il problema principale è la mancanza di liquidità, ampliare la gamma di prodotti o servizi offerti può generare nuove entrate. Ad esempio, un’azienda di trasporti potrebbe introdurre servizi di logistica o noleggio veicoli.
Ottimizzazione dei costi
Ridurre le spese non necessarie e ottimizzare i processi aziendali permette di migliorare il cash flow. Alcune azioni possibili includono la rinegoziazione dei contratti con fornitori, l’uso di energie rinnovabili per abbattere i costi e l’automazione di alcuni processi.
Accesso a finanziamenti agevolati
Oltre alla rinegoziazione, è possibile accedere a fondi pubblici e finanziamenti agevolati per sostenere la ripresa aziendale. Programmi come Invitalia, i fondi europei per le PMI e le agevolazioni per l’innovazione possono fornire liquidità senza ricorrere a prestiti onerosi.
Consulenza specializzata
Affidarsi a un consulente esperto in crisi aziendale permette di individuare la strategia migliore per uscire dalle difficoltà senza compromettere il futuro dell’azienda. Un esperto può aiutare a negoziare con le banche, accedere a fondi pubblici e rivedere la gestione finanziaria.
RINEGOZIARE IL DEBITO È LA SOLUZIONE GIUSTA?
La rinegoziazione del debito è una strategia utile, ma non sempre sufficiente. Per garantire la ripresa dell’azienda, è essenziale affiancare questa soluzione a una gestione più efficiente delle risorse e a strategie di rilancio mirate.
Se la tua azienda sta attraversando un momento di difficoltà e vuoi capire se la rinegoziazione del debito è la scelta giusta, Studio Caggese può aiutarti. Contattaci per una consulenza gratuita e scopri come proteggere il futuro della tua impresa senza dover chiudere.